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Volley, serie C maschile girone B: Artivolley – U. S. Meneghetti

Sunday, November 29th, 2009

21/11/2009
Collegno (TO)
CMB

VI giornata

Artivolley – U. S. Meneghetti 3-0

(25-21; 25-21; 25-20) (75-61)

durata set: 20’; 22’; 25’=67’; tot. 73’
Artivolley:
D. Gualano, Bo Milone, Pantano, Gilli, M. Serini, Manetta; Valentino (L); De Stefanis, Freguglia (K), Gulinazzo, Pederiva, N. Sanapo.
All: Bonardello; Spinello
Dir: G. Sanapo

U. S. Meneghetti:

Rottino, Giachino, Ballestrazzi, Cicchero (K), Faletra, Mastandrea; Guidi (L); Goretti, Melle, Quesito, Ranghino, V. Vestita.

All: C. Vestita

Dir: Apricena

Arbitro: sig. Roberto Giusto.

Continua, nel girone B della serie C maschile, il duello tra l’Artivolley, sabato sera provvisoria capolista, e il Benassi Alba. Dopo la perentoria affermazione per tre set a zero sul Meneghetti, infatti, la squadra di Collegno riassapora per 24 ore aria di alta classifica, in attesa della vittoria di Alba nel posticipo domenicale.

Va tutto bene, in casa Artivolley, anche oltre la classifica. I ragazzi si sono divertiti e hanno fatto divertire il pubblico, offrendo una pallavolo spumeggiante, fisica e tecnica allo stesso tempo. Abile mister Bonardello a sfruttare il talento di Gilli e Gulinazzo e i centimetri di Gualano e De Stefanis, per un doppio cambio palleggiatore-opposto davvero interessante ed efficace. Si tratta, d’altronde, di due diagonali che sarebbero titolari pressoché ovunque, in ogni formazione di serie C.

Al via, il sestetto titolare contemplava Gualano opposto a Gilli; Serini e Bo Milone schiacciatori-ricevitori; Manetta e Pantano al centro con Valentino libero. Il Meneghetti rispondeva con Rottino e capitan Cicchero; Giachino e Faletra; Ballestrazzi e Mastandrea e Guidi libero. In panchina, l’ex Melle e il poliedrico Ranghino. Buona squadra, quella bianco verde, ma che necessiterebbe di linfa nuova dal vivaio. Il gruppo è affiatato e gioca a memoria, ma si trascina limiti tecnici acuiti dall’età. E all’orizzonte non si intravedono cambi all’altezza dei navigati Cicchero and company.

Nel primo set, i padroni di casa partono a spron battuto, obbligando l’allenatore ospite a chiamare un time-out già sul 9-4. L’Arti gioca con linearità e funzionalità, concedendosi ogni tanto, secondo l’estro di Gilli, qualche soluzione “brasiliana” con Serini: una pipe, un incrocio, qualche tesa in banda. La ricezione pare funzionare, e potrebbe anche funzionare meglio, non appena Pederiva saprà meritarsi un posto fisso e non solo qualche sporadica apparizione in luogo di Bo Milone per compattare la seconda linea. Il giovanissimo prodotto del vivaio, tuttavia, non demerita mai, e quando è chiamato in causa da Bonardello, e dunque spesso, riesce a totalizzare pregevoli percentuali di ricezione positiva. Il time out di Vestita non dà gli effetti sperati, ché l’Arti continua a macinare gioco. Poi, però, si rilassa, il Meneghetti non demorde, e, senza strafare, perviene al pareggio a quota diciassette. Bonardello scuote i suoi, e inserisce De Stefanis per un Gualano cui gli avversari avevano preso le misure. Il Biellese fa sentire tutto il suo peso offensivo, e traina l’Arti dal 17-18 al 21-18. Poi un parziale equilibrato di 4-3 chiude il set a favore dei rossoblu. Nella seconda frazione, l’ingresso di Ranghino equilibra un po’ il Meneghetti: l’ala sbaglia poco o nulla, risolvendo con efficacia anche alzate difficile. L’Artivolley insiste con il suo passo, attingendo all’occorrenza forze fresche da una panchina mai così lunga. Pur con Motatto, Stratta e Gallina in tribuna, infatti, Bonardello può sempre contare sull’applicazione di Pederiva, la volontà di Sanapo, l’esperienza di capitan Freguglia, e può permettersi il lusso di far riposare Gulinazzo sin sul 10-7. Il doppio cambio dà il colpo finale a un Meneghetti un po’ sulle gambe, che, uscito indenne dal giro in prima linea di Gualano, si ritrova di fronte un De Stefanis ancora più prepotente, e un Gulinazzo insidioso in battuta e voglioso di dimostrare che il titolare è lui.

La partita sopravvive solo grazie a sporadici black-out rossoblù, talvolta sorprendenti nella gestione cervellotica di palloni banali, e grazie al carattere degli ospiti, mai domi, sempre desiderosi di giocarsela. Del resto, è sufficiente non chiudere tre o quattro attacchi per ritrovarsi da un tranquillo 20-14 a un insidioso 21-19. Occorre una strigliata di Bonardello perché i suoi ritrovino la retta via e chiudano 25-21, meritandosi gli applausi del pubblico, e qualche sospiro di sollievo. Il destino del terzo set pare segnato in partenza, il Meneghetti ha la forza di giocare punto su punto sin sul 10-10, e di trovarsi davanti di un punto. Poi l’Arti alza il muro, arrischia una rotazione senza palleggio, e trova un ace importante. Da lì, la resistenza degli ospiti si fa ipotetica, i rossoblu, per quanto fallosi al servizio e rivedibili a muro, premono sull’acceleratore e salutano. Ultimo sussulto sul 18-13, quando uno scambio di quasi due minuti lascia tutti col fiato sospeso, in un’antologia di tuffi, salvataggi, recuperi. È l’Arti, a prevalere, coi suoi marcantoni là davanti, ed è l’ultima, superflua, iniezione di fiducia.

Ora l’appuntamento è per martedì 24, al salone delle conferenze del palazzetto di Collegno, per la presentazione ufficiale della squadra, alla presenza del sindaco.