quando ci si può agevolmente costituire?
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Perché dimettersi
Sunday, December 6th, 2009Volley, serie C maschile girone B: Artivolley – Benassi Alba. Di lotta e di governo.
Sunday, December 6th, 200905/12/2009
Collegno (TO)
CMB, VIII giornata
Artivolley – Benassi Alba 3-1
(28-26; 25-22; 28-30; 25-19) (106-97)
durata set: 27; 22’; 32’; 22’=103’; tot. 118’
Artivolley: M. Serini, Manetta, D. Gualano, Bo Milone, Pantano, Gulinazzo; Valentino (L); De Stefanis, Ferro, Freguglia (K), Pederiva, N. Sanapo. All: Bonardello; Spinello. Dir: G. Sanapo
Benassi Alba: Alloatti, Canini (K), Bruno, Brondolin, Alessi, Segatto; Di Miele (L); Brignone (L); Barbero, Gianoglio, Paracchino, Rava, Vero. All: Liboà; Trinchero.
Arbitri: Eleonora Piva; Samuele Strippoli.
Alle 20 di sabato sera, alla palestra Don Minzoni di Collegno, regna la quiete. Artivolley e Benassi Alba si riscaldano, concentrate su una sfida carica di significati. Grandi antagoniste durante la scorsa stagione, per il primato regionale -e l’Arti, pur prevalendo alla fine in classifica, rimediò due sonore scoppole negli scontri diretti-, la rivalità continua quest’anno, con i rossoblu che ospitano gli Albesi da leader del girone B, a +2, ma con una gara in più. Il successo, da una parte o dall’altra, darebbe comunque un volto nuovo alla graduatoria. Come se non bastasse, le due formazioni si incontreranno il giorno dell’Immacolata nel concentramento di Coppa Piemonte, insieme al fastidioso e insidioso sestetto dell’Aurora Venaria, unico, sin qui, in grado di fare lo sgambetto all’Artivolley.
Quieto anche il folto pubblico: qualche scambio di auguri, qualche pronostico, qualche osservazione sulle partite di Juventus e Torino, per ingannare la febbrile attesa. Ma alle 20,30, le urla liberatorie delle due compagini irrompono in palestra e rompono l’incanto: ha inizio la tempesta. Bonardello, già ai limiti dell’area tecnica, sceglie i centimetri di Davide Gualano, opposto alla tecnica infiammabile di Gulinazzo; all’ala, i muscoli di Matteo Serini e l’agilità di Bo Milone; Manetta e Pantano al centro con Valentino libero. Mister Liboà risponde con la verve di capitan Canini e dell’ex Alessi; con Brondolin opposto e Alloatti in regia; il condovese Bruno e Segatto al centro e Di Miele libero. Alba parte forte, e in due rotazioni è già avanti di tre punti: 3-6. L’Arti si scuote e impatta a quota otto, e il set vola, senza esclusione di colpi e senza il tempo di distrarsi: quattordici pari, poi pesante break rossoblu sul 21-17. Ma quando molti pensano che sia l’allungo risolutivo, il sole risorge sull’Alba, Liboà alza il muro, mentre Valentino e soci, dietro, imbarcano acqua e uno 0-6 da knockout. Strategia e psicologia, nei cambi di Bonardello: tiene sulla corda Pederiva, frutto del vivaio, inserendolo per Serini sul 23-21. L’ala rifiata, Pederiva compatta la seconda linea, in trance agonistica, con la tranquillità dei forti che prevale sull’emozione dei suoi vent’anni. Gulinazzo ha modo di distribuire, Bo Milone e De Stefanis, entrato sul ventitré pari, non tradiscono. E Valentino, pungolato, difende uno, due, tre palloni. Le azioni lunghe e tirate fruttano sempre un solo punto, ma fanno morale, e l’Arti si rialza. 25-24, rientra Serini, in tempo per le ultime bordate. Alessi ritrova l’atletismo dei tempi d’oro, riceve da solo, si allarga, rincorsa e attacco sopra il muro. Non è finita, non finisce. L’ultimo colpo di reni, però, è dell’Arti, che prevale, ai punti, come accade di solito nella pallavolo. Senza soluzione di continuità il secondo set: le squadre riprendono da dove s’erano interrotte, il cambio campo è solo un fastidioso protocollo. Pallone dopo pallone, Alba sembra avere più birra, e va sul 17-18. Bo Milone è epico e, da solo, ribalta le sorti del set: attacca due pipe di fila –bravo Gulinazzo- una forte e una piazzata, dietro il muro, in posto quattro, e riporta l’Arti in carreggiata. Un ace di Serini regala il 23-20, sembra quasi fatta, ma Gualano, sin lì brillante, spara fuori di qualche millimetro dopo il cambio palla. Alba è di nuovo lì, a quota 22. Bo Milone, ancora lui, azzecca il mani e fuori, e Pantano rompe l’equilibrio con un muro, finalmente, su Canini. Boato: il tabellone segna 25-22, due set a zero. Ottimo, che l’Arti non molli: la grinta in panchina pare quella di chi sta sotto, i ragazzi si incitano tra loro, Bonardello può pensare a limare qualche svarione tecnico-tattico. Bene il risultato, imperdonabile il muro: a parte quello vincente di Pantano, il raddoppio è un’ipotesi, la correlazione con la difesa impraticabile.
Tempo scaduto, e si riparte: batte Alloatti, e ci si accorge che Liboà ha cambiato qualcosa. Opposto a lui c’è ora capitan Canini, Brondolin è fuori, Barbero dentro a fare lo schiacciatore-ricevitore, Alessi giostra vicino a Bruno, da S1. Il primo punto è però ancora di Bo Milone, che gioca con il muro di Paracchino: 1-0. Il centrale albese si rifà: Alloatti lo serve a una mano, Paracchino fa un buco sui quattro metri. L’Arti riconquista subito il pallone, Gualano sbaglia il servizio, ma Canini è troppo lesto nel portarsi in zona d’attacco: fallo di formazione, 3-1, gli animi si scaldano. Canini prima si sdraia a terra, per sottolineare la corretta posizione in campo, l’arbitro lo richiama, qualcuno sugli spalti ride; Gualano no: batte e non sbaglia, l’alzata è ovvia, per Canini, che sragiona e spara sul quadro svedese. Ancora botta e risposta tra Paracchino e Gualano: primo tempo, e bomba da posto uno, per un 5-2 meritato, ma non così solido. Alessi prima, poi un muro di Canini giudicato in campo, poi un paio di errori ben distribuiti e un ace su Bo Milone fanno sei pari, e si ricomincia. Un altro punto diretto, tra Bo Milone e Serini, e Bonardello si rigioca la carta Pederiva. Viene premiato: la ricezione è perfetta, così come il primo tempo di Manetta. 7-7, non è successo nulla, ma in realtà è successo di tutto. In poco più di un niente, si assiste a un florilegio di colpi, codificati e no. Bo Milone è protagonista, e fa e disfa: chiama la mezza al centro, la ottiene, la trasforma in oro e poi sbaglia il servizio e si inginocchia. Tredici pari, nessuno vince, soprattutto nessuno perde. Pantano mura da solo Paracchino, poi non riesce a raddoppiare, sprecando i suoi 206 centimetri. Gualano, stanco, va d’esperienza , poi Alessi ritrova di nuovo il muro singolo di Gulinazzo: 20-20, entusiasmante, incredibile. Alloatti chiama Canini alla pipe, Pantano è di nuovo imperioso e lo ferma a mezzo metro dalla rete. Bruno appoggia e fa ventuno pari, X anche nella sfida tra i centrali. C’è qualche errore di troppo, le squadre sono in debito d’ossigeno, ma i due coach non possono sprecare i time out. Prima Di Miele para anziché difendere, poi Gulinazzo sbaglia al servizio. È Serini a regalare un minuto di ossigeno, rompendo l’astina con la volontà di essere risolutivo. Poi si fa quasi perdonare: attacca lungo linea da posto due a posto cinque e trova il piede di Alessi, o la riga, o l’out. L’arbitro propende per la terza soluzione, e non sbaglia: 22-24. Forse stavolta è finita.
Ma Alessi e Segatto si intralciano, in difesa, su attacco di Gualano, e Serini va a battere fortissimo: il pallone torna nella metà campo rossoblù, Di Miele si fa perdonare, Valentino anche. Quattro difese miracolose nella stessa azione, poi Bo Milone mette giù e Manetta stampa Paracchino: 25-24, no che non è finita. I dodici in campo regalano ancora emozioni, i rossoblu scelgono la strada più difficile per perdere, dannandosi l’anima in difesa, e facendosi poi murare, con Gualano. Parità sul venticinque, poi Canini attacca, forse è fuori, ma forse Manetta ha toccato. Più no che sì, ma non c’è tempo per discutere. Gulinazzo serve palla sicura in banda a Bo Milone, punto. Ma il muro, poi, di nuovo non raddoppia. Barbero spreca e batte fuori: 27 pari. Alessi poi è da manuale, sulla battuta di Gualano, e quindi in attaccom, ma i suoi compagni vanificano gli sforzi, al servizio. Paracchino sbaglia, e Bo Milone lo imita: 28-29. Ci vogliono due errori nella stessa azione, per chiudere il set: doppio fischiato a Gulinazzo, conseguente attacco di Serini murato. 28-30, Alba rientra prepotentemente in partita.
La quarta frazione è cruciale: è tardi, ma nessuno si alza dalla tribuna, nessuno sente la fame, nessuno in campo soffre la sete. C’è solo quel pallone da schiacciare, solo quel tabellone da guardare, per un punteggio che non si schioda. Tre a tre, poi l’Artivolley scappa: 7-3, chissà che non sia la fuga buona. Bruno spende qualche parolina di troppo, e ottiene un immeritato cartellino giallo. Poi Canini perde la bussola, pesta due volte da seconda linea, il 10-5 per i padroni di casa, stavolta, è pesante e gratuito. Meglio così, i sostenitori possono rilassarsi per qualche attimo. La gara si fa farraginosa, ma non si può chiedere di più agli atleti in campo. La stanchezza offusca le menti e blocca le gambe, è toccato all’Alba, poi tocca all’Arti commettere qualche errore di troppo. Tutto da rifare, parità a quota quattordici.
Poi il Benassi sbaglia il servizio, Bo Milone invece centra un ace e Pantano mura Alessi, che poi sbaglia: rossoblu di nuovo sopra di quattro punti, sprecare un altro break sarebbe delittuoso. Ora c’è alternanza al potere, Alba si rifà sotto, ma Bonardello e i suoi non mollano di un millimetro. Il mister ha il coraggio di inserire Sanapo al servizio, Pantano non ce la fa, e il giovane regge. Una rotazione, poi è Gulinazzo a mettere in crisi la ricezione ospite, inscenando un duello con Alessi. Tra i due numeri 6 prevale il palleggiatore: un suo punto diretto vale il 23-17. Questa è la volta buona: Bo Milone meriterebbe il match ball, e lo ottiene. Ma viene murato. Allora ci pensa Gualano, quasi stufo, quasi per sfinimento, a buttare per terra, con efficacia, il pallone sporco del 25-19. La tempesta è finita, si riprende fiato in silenzio, poi i rossoblu si radunano al centro del campo per un urlo liberatorio. E Alba urla ancora più forte: non ha niente da rimproverarsi. Troppo forte e determinato, specie nei momenti di tensione, questo frutto rossoblu maturato a dicembre.
Ora la classifica regala la tranquillità e la forza di cinque punti di vantaggio. Ci sarà tempo per pensare ai punti persi con l’Aurora, al muro che va a corrente alternata, alla ricezione. Ci sono ampi margini di miglioramento, ed è meglio migliorare da primi in classifica.