quando ci si può agevolmente costituire?
Perché dimettersi
December 6th, 2009Volley, serie C maschile girone B: Artivolley – Benassi Alba. Di lotta e di governo.
December 6th, 200905/12/2009
Collegno (TO)
CMB, VIII giornata
Artivolley – Benassi Alba 3-1
(28-26; 25-22; 28-30; 25-19) (106-97)
durata set: 27; 22’; 32’; 22’=103’; tot. 118’
Artivolley: M. Serini, Manetta, D. Gualano, Bo Milone, Pantano, Gulinazzo; Valentino (L); De Stefanis, Ferro, Freguglia (K), Pederiva, N. Sanapo. All: Bonardello; Spinello. Dir: G. Sanapo
Benassi Alba: Alloatti, Canini (K), Bruno, Brondolin, Alessi, Segatto; Di Miele (L); Brignone (L); Barbero, Gianoglio, Paracchino, Rava, Vero. All: Liboà; Trinchero.
Arbitri: Eleonora Piva; Samuele Strippoli.
Alle 20 di sabato sera, alla palestra Don Minzoni di Collegno, regna la quiete. Artivolley e Benassi Alba si riscaldano, concentrate su una sfida carica di significati. Grandi antagoniste durante la scorsa stagione, per il primato regionale -e l’Arti, pur prevalendo alla fine in classifica, rimediò due sonore scoppole negli scontri diretti-, la rivalità continua quest’anno, con i rossoblu che ospitano gli Albesi da leader del girone B, a +2, ma con una gara in più. Il successo, da una parte o dall’altra, darebbe comunque un volto nuovo alla graduatoria. Come se non bastasse, le due formazioni si incontreranno il giorno dell’Immacolata nel concentramento di Coppa Piemonte, insieme al fastidioso e insidioso sestetto dell’Aurora Venaria, unico, sin qui, in grado di fare lo sgambetto all’Artivolley.
Quieto anche il folto pubblico: qualche scambio di auguri, qualche pronostico, qualche osservazione sulle partite di Juventus e Torino, per ingannare la febbrile attesa. Ma alle 20,30, le urla liberatorie delle due compagini irrompono in palestra e rompono l’incanto: ha inizio la tempesta. Bonardello, già ai limiti dell’area tecnica, sceglie i centimetri di Davide Gualano, opposto alla tecnica infiammabile di Gulinazzo; all’ala, i muscoli di Matteo Serini e l’agilità di Bo Milone; Manetta e Pantano al centro con Valentino libero. Mister Liboà risponde con la verve di capitan Canini e dell’ex Alessi; con Brondolin opposto e Alloatti in regia; il condovese Bruno e Segatto al centro e Di Miele libero. Alba parte forte, e in due rotazioni è già avanti di tre punti: 3-6. L’Arti si scuote e impatta a quota otto, e il set vola, senza esclusione di colpi e senza il tempo di distrarsi: quattordici pari, poi pesante break rossoblu sul 21-17. Ma quando molti pensano che sia l’allungo risolutivo, il sole risorge sull’Alba, Liboà alza il muro, mentre Valentino e soci, dietro, imbarcano acqua e uno 0-6 da knockout. Strategia e psicologia, nei cambi di Bonardello: tiene sulla corda Pederiva, frutto del vivaio, inserendolo per Serini sul 23-21. L’ala rifiata, Pederiva compatta la seconda linea, in trance agonistica, con la tranquillità dei forti che prevale sull’emozione dei suoi vent’anni. Gulinazzo ha modo di distribuire, Bo Milone e De Stefanis, entrato sul ventitré pari, non tradiscono. E Valentino, pungolato, difende uno, due, tre palloni. Le azioni lunghe e tirate fruttano sempre un solo punto, ma fanno morale, e l’Arti si rialza. 25-24, rientra Serini, in tempo per le ultime bordate. Alessi ritrova l’atletismo dei tempi d’oro, riceve da solo, si allarga, rincorsa e attacco sopra il muro. Non è finita, non finisce. L’ultimo colpo di reni, però, è dell’Arti, che prevale, ai punti, come accade di solito nella pallavolo. Senza soluzione di continuità il secondo set: le squadre riprendono da dove s’erano interrotte, il cambio campo è solo un fastidioso protocollo. Pallone dopo pallone, Alba sembra avere più birra, e va sul 17-18. Bo Milone è epico e, da solo, ribalta le sorti del set: attacca due pipe di fila –bravo Gulinazzo- una forte e una piazzata, dietro il muro, in posto quattro, e riporta l’Arti in carreggiata. Un ace di Serini regala il 23-20, sembra quasi fatta, ma Gualano, sin lì brillante, spara fuori di qualche millimetro dopo il cambio palla. Alba è di nuovo lì, a quota 22. Bo Milone, ancora lui, azzecca il mani e fuori, e Pantano rompe l’equilibrio con un muro, finalmente, su Canini. Boato: il tabellone segna 25-22, due set a zero. Ottimo, che l’Arti non molli: la grinta in panchina pare quella di chi sta sotto, i ragazzi si incitano tra loro, Bonardello può pensare a limare qualche svarione tecnico-tattico. Bene il risultato, imperdonabile il muro: a parte quello vincente di Pantano, il raddoppio è un’ipotesi, la correlazione con la difesa impraticabile.
Tempo scaduto, e si riparte: batte Alloatti, e ci si accorge che Liboà ha cambiato qualcosa. Opposto a lui c’è ora capitan Canini, Brondolin è fuori, Barbero dentro a fare lo schiacciatore-ricevitore, Alessi giostra vicino a Bruno, da S1. Il primo punto è però ancora di Bo Milone, che gioca con il muro di Paracchino: 1-0. Il centrale albese si rifà: Alloatti lo serve a una mano, Paracchino fa un buco sui quattro metri. L’Arti riconquista subito il pallone, Gualano sbaglia il servizio, ma Canini è troppo lesto nel portarsi in zona d’attacco: fallo di formazione, 3-1, gli animi si scaldano. Canini prima si sdraia a terra, per sottolineare la corretta posizione in campo, l’arbitro lo richiama, qualcuno sugli spalti ride; Gualano no: batte e non sbaglia, l’alzata è ovvia, per Canini, che sragiona e spara sul quadro svedese. Ancora botta e risposta tra Paracchino e Gualano: primo tempo, e bomba da posto uno, per un 5-2 meritato, ma non così solido. Alessi prima, poi un muro di Canini giudicato in campo, poi un paio di errori ben distribuiti e un ace su Bo Milone fanno sei pari, e si ricomincia. Un altro punto diretto, tra Bo Milone e Serini, e Bonardello si rigioca la carta Pederiva. Viene premiato: la ricezione è perfetta, così come il primo tempo di Manetta. 7-7, non è successo nulla, ma in realtà è successo di tutto. In poco più di un niente, si assiste a un florilegio di colpi, codificati e no. Bo Milone è protagonista, e fa e disfa: chiama la mezza al centro, la ottiene, la trasforma in oro e poi sbaglia il servizio e si inginocchia. Tredici pari, nessuno vince, soprattutto nessuno perde. Pantano mura da solo Paracchino, poi non riesce a raddoppiare, sprecando i suoi 206 centimetri. Gualano, stanco, va d’esperienza , poi Alessi ritrova di nuovo il muro singolo di Gulinazzo: 20-20, entusiasmante, incredibile. Alloatti chiama Canini alla pipe, Pantano è di nuovo imperioso e lo ferma a mezzo metro dalla rete. Bruno appoggia e fa ventuno pari, X anche nella sfida tra i centrali. C’è qualche errore di troppo, le squadre sono in debito d’ossigeno, ma i due coach non possono sprecare i time out. Prima Di Miele para anziché difendere, poi Gulinazzo sbaglia al servizio. È Serini a regalare un minuto di ossigeno, rompendo l’astina con la volontà di essere risolutivo. Poi si fa quasi perdonare: attacca lungo linea da posto due a posto cinque e trova il piede di Alessi, o la riga, o l’out. L’arbitro propende per la terza soluzione, e non sbaglia: 22-24. Forse stavolta è finita.
Ma Alessi e Segatto si intralciano, in difesa, su attacco di Gualano, e Serini va a battere fortissimo: il pallone torna nella metà campo rossoblù, Di Miele si fa perdonare, Valentino anche. Quattro difese miracolose nella stessa azione, poi Bo Milone mette giù e Manetta stampa Paracchino: 25-24, no che non è finita. I dodici in campo regalano ancora emozioni, i rossoblu scelgono la strada più difficile per perdere, dannandosi l’anima in difesa, e facendosi poi murare, con Gualano. Parità sul venticinque, poi Canini attacca, forse è fuori, ma forse Manetta ha toccato. Più no che sì, ma non c’è tempo per discutere. Gulinazzo serve palla sicura in banda a Bo Milone, punto. Ma il muro, poi, di nuovo non raddoppia. Barbero spreca e batte fuori: 27 pari. Alessi poi è da manuale, sulla battuta di Gualano, e quindi in attaccom, ma i suoi compagni vanificano gli sforzi, al servizio. Paracchino sbaglia, e Bo Milone lo imita: 28-29. Ci vogliono due errori nella stessa azione, per chiudere il set: doppio fischiato a Gulinazzo, conseguente attacco di Serini murato. 28-30, Alba rientra prepotentemente in partita.
La quarta frazione è cruciale: è tardi, ma nessuno si alza dalla tribuna, nessuno sente la fame, nessuno in campo soffre la sete. C’è solo quel pallone da schiacciare, solo quel tabellone da guardare, per un punteggio che non si schioda. Tre a tre, poi l’Artivolley scappa: 7-3, chissà che non sia la fuga buona. Bruno spende qualche parolina di troppo, e ottiene un immeritato cartellino giallo. Poi Canini perde la bussola, pesta due volte da seconda linea, il 10-5 per i padroni di casa, stavolta, è pesante e gratuito. Meglio così, i sostenitori possono rilassarsi per qualche attimo. La gara si fa farraginosa, ma non si può chiedere di più agli atleti in campo. La stanchezza offusca le menti e blocca le gambe, è toccato all’Alba, poi tocca all’Arti commettere qualche errore di troppo. Tutto da rifare, parità a quota quattordici.
Poi il Benassi sbaglia il servizio, Bo Milone invece centra un ace e Pantano mura Alessi, che poi sbaglia: rossoblu di nuovo sopra di quattro punti, sprecare un altro break sarebbe delittuoso. Ora c’è alternanza al potere, Alba si rifà sotto, ma Bonardello e i suoi non mollano di un millimetro. Il mister ha il coraggio di inserire Sanapo al servizio, Pantano non ce la fa, e il giovane regge. Una rotazione, poi è Gulinazzo a mettere in crisi la ricezione ospite, inscenando un duello con Alessi. Tra i due numeri 6 prevale il palleggiatore: un suo punto diretto vale il 23-17. Questa è la volta buona: Bo Milone meriterebbe il match ball, e lo ottiene. Ma viene murato. Allora ci pensa Gualano, quasi stufo, quasi per sfinimento, a buttare per terra, con efficacia, il pallone sporco del 25-19. La tempesta è finita, si riprende fiato in silenzio, poi i rossoblu si radunano al centro del campo per un urlo liberatorio. E Alba urla ancora più forte: non ha niente da rimproverarsi. Troppo forte e determinato, specie nei momenti di tensione, questo frutto rossoblu maturato a dicembre.
Ora la classifica regala la tranquillità e la forza di cinque punti di vantaggio. Ci sarà tempo per pensare ai punti persi con l’Aurora, al muro che va a corrente alternata, alla ricezione. Ci sono ampi margini di miglioramento, ed è meglio migliorare da primi in classifica.
Un apprezzato gesto di civiltà
November 29th, 200930 novembre: la città di Grugliasco ha aderito alla campagna contro la pena di morte.
La Città di Grugliasco aderisce alla Campagna mondiale “Città per la Vita – Città contro la pena di morte”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e che si celebra con una giornata dedicata ogni 30 novembre in ricordo dell’anniversario della prima abolizione della pena di morte ad opera di uno stato -il Granducato di Toscana-, avvenuta nell’anno 1786. Si tratta dell’ottava edizione della Giornata “Città per la Vita – Città contro la pena di morte” e la Città di Grugliasco aderisce illuminando la Torre Civica, monumento simbolo della Città, e collegando il sito web del comune attraverso il link www.santegidio.org del sito della Comunità di Sant’Egidio, che porta direttamente alla pagina Campagna Mondiale Contro la Pena di Morte www.santegidio.org/pdm/logo_cities.htm, dove sarà possibile vedere l’elenco completo delle città che aderiscono.
Berlusconi: divorzio miliardario.
November 29th, 2009Stavolta, Silvio, farsi prosciugare da una bionda non sarà piacevole.
Caso trans.
November 29th, 2009Sotto c’è qualcosa di grosso.
Ma io non voglio vederlo.
Volley, serie C maschile girone B: Hartl Haus Pavic – Artivolley
November 29th, 200928/11/2009
Romagnano Sesia (NO)
CMB
VII giornata
Hartl Haus Pavic – Artivolley 0-3
(25-27; 20-25; 21-25) (66-77)
durata set: 26’; 22’; 29’=77’; tot. 83’
Hartl Haus Pavic:
Sacchettino, Serafini, Sganletta, Zanotto, Regalli, Donetti; Ciocca (L), Fontana (L); Cappato, Motta, Motterle (K), Neri.
All: Pieroni; Motta.
Dir: Poggi.
Artivolley:
Freguglia (K), De Stefanis, Bo Milone, Pantano, Gilli, M. Serini; Valentino (L); D. Gualano, Gulinazzo, Manetta, Motatto, Pederiva.
All: Bonardello; Spinello
Dir: G. Sanapo
Arbitro: sig. Emanuele Grieco; Federico Navazza.
Come avrebbe potuto far presagire una veloce lettura della classifica, la trasferta di Romagnano Sesia nascondeva non poche insidie, e, in più, l’Artivolley vi giungeva al termine di una settimana travagliata, con De Stefanis debilitato dall’influenza, e Davide Gualano in palestra solo venerdì, ma comunque abile e arruolato. Ma alle oggettive difficoltà ha sopperito una nuova, grande fiducia nei propri mezzi, quello “Yes, we can” preso in prestito dalla società e diffuso martedì scorso, durante la presentazione ufficiale, per la quale vale la pena di spendere qualche parola. Grande partecipazione e grande coinvolgimento, un sentire comune sottolineato dalla parole del sindaco di Collegno, Silvana Accossato, che ha lodato l’impegno degli atleti tutti, e dei genitori dei più piccoli, che, con il loro contributo, tengono vivo e attivo il settore giovanile, rendendo proficui gli sforzi di Maurizio Sussetto. Paolo Marangon, bandiera dell’Arti & Mestieri e presidente provinciale FIPAV, ed Ernesto Cagliero, poi, hanno ripercorso l’ultratrentennale storia rossoblu e presentato uno ad uno i novanta tesserati. Grande entusiasmo, che ha finito, inevitabilmente, per contagiare tutti. Ne è scaturito, a Romagnano, un successo di cuore e testa, più che di gambe, in una partita, tutto sommato, piacevole, eccezion fatta per il primo, tiratissimo, set.
Al via, mister Enrico Bonardello sceglieva Gilli in regia e De Stefanis opposto; capitan Freguglia e Pantano al centro; Matteo Serini e Piero Bo Milone schiacciatori-ricevitori e Valentino libero. Si assisteva ad una pallavolo scolastica e un po’ fallosa: il Pavic era una delusione, sia per il pubblico, sia, paradossalmente, per i giocatori in campo. Chi pensava di affrontare il quadrato Pavic di un tempo, finiva col ricredersi: il sestetto titolare non si può dire rasentasse la mediocrità, in proporzione alle altre formazioni del campionato, ma in termini assoluti sì, e ciò la dice lunga sull’attuale livello del massimo campionato regionale. L’Arti, individualmente più forte, latitava nel gioco di squadra, adeguandosi ai ritmi blandi imposti dai padroni di casa. Si giocava punto su punto, senza che nessuno dei due contendenti riuscisse a prevalere: 8-8, poi dieci pari, e così via, sino ai primi break 14-12 e 21-19, che l’Arti rintuzzava, grazie anche all’ingresso di un Manetta piuttosto concreto. Erano solo due lampi: la trama, poi, si faceva nuovamente banale. Coach Pieroni provava a scuotere i suoi con due time-out, sul 21-21 e sul ventiquattro pari. Ma poi era la confusione a indirizzare la partita: banale errore del palleggiatore di casa, replicato da un errore dell’arbitro, che poi si ravvedeva, su un tocco da seconda linea, assegnando un punto pesante e giusto all’Arti. Che, cinica, non si faceva pregare e chiudeva il set.
Lo 0-1 galvanizzava i rossoblu, che rientravano in campo con maggiore convinzione, seguendo l’esempio di un eroico Bo Milone, assai determinato nonostante una palese indisposizione. L’equilibrio tra le parti durava dieci punti, poi i centimetri di Pantano e De Stefanis facevano la differenza, ben innescati da Gilli, nonostante la ricezione, ancora zoppicante. Il colpo del K. O. lo assestava Bonardello, inserendo Gualano e Gulinazzo per Gilli e De Stefanis. L’Arti, così, può giocare in otto, visto che chi entra, spesso, riesce a replicare l’ottimo rendimento di chi esce. Il Pavic perdeva il filo, e, sotto 15-18, soccombeva alla determinazione ospite.
Nella terza frazione il copione non mutava, anzi, la pressione dei padroni di casa si faceva ancora più sterile. Di fronte all’impotenza dei bianchi romagnanesi, pallidi come le loro divise, per l’Arti era un gioco da ragazzi aggiudicarsi set e 0-3 finale, per tre punti davvero importanti in vista del big-match di sabato prossimo, in casa contro il Benassi Alba, ora a -2 in classifica, ma con una gara in meno.
Volley, serie C maschile girone B: Artivolley – U. S. Meneghetti
November 29th, 200921/11/2009
Collegno (TO)
CMB
VI giornata
Artivolley – U. S. Meneghetti 3-0
(25-21; 25-21; 25-20) (75-61)
durata set: 20’; 22’; 25’=67’; tot. 73’
Artivolley:
D. Gualano, Bo Milone, Pantano, Gilli, M. Serini, Manetta; Valentino (L); De Stefanis, Freguglia (K), Gulinazzo, Pederiva, N. Sanapo.
All: Bonardello; Spinello
Dir: G. Sanapo
U. S. Meneghetti:
Rottino, Giachino, Ballestrazzi, Cicchero (K), Faletra, Mastandrea; Guidi (L); Goretti, Melle, Quesito, Ranghino, V. Vestita.
All: C. Vestita
Dir: Apricena
Arbitro: sig. Roberto Giusto.
Continua, nel girone B della serie C maschile, il duello tra l’Artivolley, sabato sera provvisoria capolista, e il Benassi Alba. Dopo la perentoria affermazione per tre set a zero sul Meneghetti, infatti, la squadra di Collegno riassapora per 24 ore aria di alta classifica, in attesa della vittoria di Alba nel posticipo domenicale.
Va tutto bene, in casa Artivolley, anche oltre la classifica. I ragazzi si sono divertiti e hanno fatto divertire il pubblico, offrendo una pallavolo spumeggiante, fisica e tecnica allo stesso tempo. Abile mister Bonardello a sfruttare il talento di Gilli e Gulinazzo e i centimetri di Gualano e De Stefanis, per un doppio cambio palleggiatore-opposto davvero interessante ed efficace. Si tratta, d’altronde, di due diagonali che sarebbero titolari pressoché ovunque, in ogni formazione di serie C.
Al via, il sestetto titolare contemplava Gualano opposto a Gilli; Serini e Bo Milone schiacciatori-ricevitori; Manetta e Pantano al centro con Valentino libero. Il Meneghetti rispondeva con Rottino e capitan Cicchero; Giachino e Faletra; Ballestrazzi e Mastandrea e Guidi libero. In panchina, l’ex Melle e il poliedrico Ranghino. Buona squadra, quella bianco verde, ma che necessiterebbe di linfa nuova dal vivaio. Il gruppo è affiatato e gioca a memoria, ma si trascina limiti tecnici acuiti dall’età. E all’orizzonte non si intravedono cambi all’altezza dei navigati Cicchero and company.
Nel primo set, i padroni di casa partono a spron battuto, obbligando l’allenatore ospite a chiamare un time-out già sul 9-4. L’Arti gioca con linearità e funzionalità, concedendosi ogni tanto, secondo l’estro di Gilli, qualche soluzione “brasiliana” con Serini: una pipe, un incrocio, qualche tesa in banda. La ricezione pare funzionare, e potrebbe anche funzionare meglio, non appena Pederiva saprà meritarsi un posto fisso e non solo qualche sporadica apparizione in luogo di Bo Milone per compattare la seconda linea. Il giovanissimo prodotto del vivaio, tuttavia, non demerita mai, e quando è chiamato in causa da Bonardello, e dunque spesso, riesce a totalizzare pregevoli percentuali di ricezione positiva. Il time out di Vestita non dà gli effetti sperati, ché l’Arti continua a macinare gioco. Poi, però, si rilassa, il Meneghetti non demorde, e, senza strafare, perviene al pareggio a quota diciassette. Bonardello scuote i suoi, e inserisce De Stefanis per un Gualano cui gli avversari avevano preso le misure. Il Biellese fa sentire tutto il suo peso offensivo, e traina l’Arti dal 17-18 al 21-18. Poi un parziale equilibrato di 4-3 chiude il set a favore dei rossoblu. Nella seconda frazione, l’ingresso di Ranghino equilibra un po’ il Meneghetti: l’ala sbaglia poco o nulla, risolvendo con efficacia anche alzate difficile. L’Artivolley insiste con il suo passo, attingendo all’occorrenza forze fresche da una panchina mai così lunga. Pur con Motatto, Stratta e Gallina in tribuna, infatti, Bonardello può sempre contare sull’applicazione di Pederiva, la volontà di Sanapo, l’esperienza di capitan Freguglia, e può permettersi il lusso di far riposare Gulinazzo sin sul 10-7. Il doppio cambio dà il colpo finale a un Meneghetti un po’ sulle gambe, che, uscito indenne dal giro in prima linea di Gualano, si ritrova di fronte un De Stefanis ancora più prepotente, e un Gulinazzo insidioso in battuta e voglioso di dimostrare che il titolare è lui.
La partita sopravvive solo grazie a sporadici black-out rossoblù, talvolta sorprendenti nella gestione cervellotica di palloni banali, e grazie al carattere degli ospiti, mai domi, sempre desiderosi di giocarsela. Del resto, è sufficiente non chiudere tre o quattro attacchi per ritrovarsi da un tranquillo 20-14 a un insidioso 21-19. Occorre una strigliata di Bonardello perché i suoi ritrovino la retta via e chiudano 25-21, meritandosi gli applausi del pubblico, e qualche sospiro di sollievo. Il destino del terzo set pare segnato in partenza, il Meneghetti ha la forza di giocare punto su punto sin sul 10-10, e di trovarsi davanti di un punto. Poi l’Arti alza il muro, arrischia una rotazione senza palleggio, e trova un ace importante. Da lì, la resistenza degli ospiti si fa ipotetica, i rossoblu, per quanto fallosi al servizio e rivedibili a muro, premono sull’acceleratore e salutano. Ultimo sussulto sul 18-13, quando uno scambio di quasi due minuti lascia tutti col fiato sospeso, in un’antologia di tuffi, salvataggi, recuperi. È l’Arti, a prevalere, coi suoi marcantoni là davanti, ed è l’ultima, superflua, iniezione di fiducia.
Ora l’appuntamento è per martedì 24, al salone delle conferenze del palazzetto di Collegno, per la presentazione ufficiale della squadra, alla presenza del sindaco.
Tremonti: sì al posto fisso. No al colesterolo. Sì a Valsoia. Il vero sballo è dire no.
October 20th, 2009Grazie Ministro per avermi illuminato.
“Il posto fisso è la base per un progetto di famiglia”.
Grazie.
Aggiungerei: “Il corpo umano è composto d’acqua per il 70% circa” e “Non esistono più le mezze stagioni”.
Quindi, neppure domani, mi disturberò a chiedere un mutuo.
Grazie Ministro, mi ha risparmiato una fila in banca.
Zibaldone
September 29th, 2009“E quindi è necessario alle cose esistenti amare e cercare la maggior vita possibile a ciascuna di loro. E il piacere non è altro che vita. E la vita è piacere necessariamente, e maggior piacere, quanto essa vita è maggiore e più viva”. G. Leopardi
Risciò o pedalò: Torino tra Alassio e Pechino.
September 24th, 2009Una mattina tepida di inizio autunno. Piazza Carlo Felice ci accoglie nel modo che le è usuale. Carta che vince, carta che perde; Porta Nuova, la grande M, che ancora sorprende un po’; il giardino Sambuy, prevalentemente verde, con qualche foglia a terra, accanto a bottiglioni vuoti di birra “Timisoarana”, da due litri, in plastica. Niente di nuovo sotto il sole.
A un tratto, l’occhio cade dalle parti del parcheggio dei Taxi. La solita, ordinata, fila bianca, il solito capannello di tassisti in attesa.
E poi uno strano movimento, una coda articolata e snodata, che si fa largo tra le vetture a noleggio, davanti al Jolly Hotel, dietro il 34, come ochette dietro Konrad Lorenz.
Tre ruote, pedali, carrozzeria bianca: un risciò in piena regola, appena un po’ moderno.
Congetture: vuoi vedere che Torino rivoluziona la mobilità? Un mezzo agile, economico, a impatto zero. E guidato da autisti con polpacci tonici. Cosa desiderare di più?
Ma in inverno come faranno? E i tassisti come la prenderanno? Ci vuole una licenza? Magari mi ci butto anch’io.
Allora fermo un autista: un ragazzo di 22 anni, disinvolto anche se un po’ affaticato, come i colleghi e le colleghe che lo circondano.
Mi controllo le tasche, non ho spiccioli, sarei anche salito. Ma non ce n’è bisogno. “Il giro per il centro è gratuito…”. Fantastico, una vera pacchia. Già. Lo faccio finire “…è gratuito per oggi: offre lo sponsor. Devi sapere che noi promuoviamo il prodotto bla bla bla, che puoi trovare qui e là. E fino alle 19 pedaliamo. Come in Cina, anche se io mi sono allenato quest’estate, in Liguria, sul lungomare”. E domani? Domani basta, i risciò migreranno. Del resto, la stagione è quella giusta.